MarvelIT presenta:

  #3 – Sex and the Avengers

(Inferno2 tie in)

 

di Sergio Gambitt

 

 

Ranch di Palos Verdes.

Los Angeles County.

 

Polaris: “Un calendario?! Neanche morta!”

D-Man: “Ma dovremmo posare senza il costume?”

Firefox: “Mi sembra una bella idea! Perché privare il popolo americano del mio bellissimo corpo?!”

Silver Surfer: “Cos’è un calendario?”

Alicia Masters: “Te lo spiego dopo, tesoro.”

She-Hulk: “Per me va bene, non è mica la prima volta che lo faccio.”

Fulmine Vivente si alza sbuffando e se ne va.

Giant Man: “Ma stai parlando sul serio, Ethan?”

Ethan J. Quinn osserva per un istante le reazioni dei componenti dei Vendicatori della Costa Ovest alla sua proposta, quindi si riaggiusta gli occhiali e dice:

“Rispondendo a tutti - e contando sul fatto che l’adorabile signorina Masters si occupi di chiarire i dubbi del Big Jim avvolto nel domopack - posso dirvi che: il progetto sarebbe dedicato al grande pubblico, quindi no, niente nudi, solo foto in tuta da battaglia e magari una speciale in costume da bagno, per accontentare i più esigenti; gran parte, diciamo l’80%, dei proventi andranno in beneficenza, mentre il resto verrà incassato dal Governo che, ricordiamolo, vi paga molte delle attrezzature che usate, quindi questo dovrebbe farti pensare, Polaris, prima di opporre un rifiuto così categorico; ovviamente dico sul serio e… perché Fulmine Vivente se n’è andato?”

“Ah… chi lo capisce quello?” sbuffa D-Man alzandosi dalla propria sedia “Ultimamente si comporta proprio in modo strano.”

“Comunque…” continua Ethan “…pensate solo al ritorno d’immagine che può darvi. Stare 365 giorni sulla parete dell’americano medio è un bel modo per far tornare la gente comune a fidarsi dei supereroi, no?”

“Bhe… in effetti…” concorda Giant Man.

“Non ho nessuna intenzione di svendere il mio corpo per tappezzare la cabina di uno squallido camion.” protesta Polaris, subito ripresa da She-Hulk:

“Tesoro la tua immagine è già stata messa in saldo nel momento in cui sei diventata un volto noto a livello mondiale… in questo modo almeno la rivaluteresti un po’.”

“E’ vero!” conferma D-Man saltando sulla propria sedia “Non immagineresti mai che roba si trova su di te in Interne…!!” gli occhi delle due supereroine lo fulminano seduta stante, e rendendosi conto della gaffe appena commessa D-Man si rannicchia nelle sue spalle ed aggiunge “Bhe… io vado a vedere cos’ha Fulmine Vivente, eh? Ciao!” e scappa oltre la porta della stanza.

Nello stesso momento il cellulare di Ethan comincia a squillare, e lui si affretta a dire:

“Va bene, vi lascio qualche giorno per pensarci… la seduta è sciolta.” ed aprendo con uno scatto il flip dell’apparecchio si muove verso il giardino mentre risponde. Tutti nella sala si alzano dalla propria sedia.

“Bhe ragazzi a me va proprio un drink dopo tutto questo!” esclama Starfox “Chi mi fa compagnia?” e guarda She-Hulk e Polaris, che però ignorandolo escono dalla stanza.

“Vengo io, Eros.” risponde invece Giant Man, ed i due si incamminano verso il bar della tenuta di Palos Verdes.

Nella stanza rimangono solo Silver Surfer ed Alicia Masters, che restano in silenzio per qualche secondo, prima che il primo si volti verso la seconda e dica:

“Allora…?”

Alicia si sistema sulla sedia, quindi comincia a spiegare al suo uomo il significato della parola ‘calendario’.

 

Miguel Santos, Fulmine Vivente, è in bagno, in piedi davanti allo specchio che riflette un ragazzo, un bel ragazzo, in un costume ultramoderno grigio e giallo, triste. Le sue mani raggiungono il petto, afferrano la cerniera che permette di aprire il costume, e la abbassano. Istantaneamente dal suo petto parte una luce intensissima, gialla, che ben presto lo avvolge interamente facendolo divenire un essere di pura energia elettrica. Il suo sguardo non è stupito, però, né si distoglie dallo specchio. Con la stessa espressione triste di prima le sue dita compiono il gesto inverso al precedente, e lui ritorna umano, un bel ragazzo in un costume ultramoderno grigio e giallo, sempre triste. La sua mano abbassa di nuovo la cerniera, di nuovo diventa elettrico, poi la alza nuovamente, e torna umano, questo per un altro paio di volte, durante le quali il suo sguardo si fa sempre più triste mentre continua a valutare la propria situazione. Vorrebbe uscire da quel costume, vorrebbe che ci fosse un modo per farlo tornare umano senza essere obbligato ad indossarlo, vorrebbe non essere schiavo del proprio potere, ma ogni volta che tenta di togliere il costume contenitivo il suo corpo torna ad essere fatto di energia, e non riesce a trovare un modo migliore di occupare il tempo che continuare ad alzare e ad abbassare quella maledetta cerniera sperando che prima o poi tutto si riveli essere solo un brutto incubo e torni a poter essere libero. Su e giù, di carne e di elettricità, in continuazione.

A vederlo dal di fuori della stanza, si noterebbe solo un alternarsi di luce e buio, che farebbe pensare che…

“Ci deve essere qualche lampadina avvitata male in questo bagn… oh, Miguel, sei tu!” esclama D-Man entrando improvvisamente dalla porta. Fulmine Vivente si volta verso lui di scatto, ed il suo sguardo esprime abbastanza eloquentemente quanto poco ha apprezzato quella intrusione.

“Guarda che a fare quelle cose si diventa ciechi, amico!” esclama D-Man con un grosso sorriso mentre si avvicina a lui. Miguel non risponde, si limita semplicemente ad assumere la sua forma energetica e a scappare via passandogli oltre. Rimasto solo, D-Man si volta stranito verso il corridoio nel quale il suo compagno è scappato, e gli grida dietro:

“Potevi almeno chiuderti a chiave se volevi mantenere il momento ‘intimo’!”

 

Fuori, Ethan sta parlando al cellulare, il volume della sua voce mai troppo alto per qualcuno abituato ad imporre la propria presenza sugli altri come è lui.

“Eh sì gliel’ho appena proposto e sono diffidenti… ma vedrai che li convinco, sono nelle mie mani! Cos…? Ah sì, bhe non preoccuparti di quello! Sono supereroi, sai com’è, vanno pazzi per quelle cose tipo crossover e team up, ma è innocuo! Anzi sai che ti dico? Che per me l’idea di introdurlo nel gruppo non è male… sì perché… sì… sì lo so… ma pensa a questo: quel Silver Surfer è un essere cosmico, non hai nemmeno idea di quello che una sua unghia può fare alla nostra galassia e… sì sì fammi finire… dicevo, sempre meglio con noi che contro di noi, no? E poi quella sua forma statuaria… e il surf… gli sportivi ne andranno matti! No.. senti… no ti assicuro che non ci saranno problemi legali con gli inventori degli Oscar… è d’argento… Silver Surfer è d’argento, perdio! E la segretaria… bhe se preferiscono la cieca alla nostra che se la tengan…”

“Poco politically correct, non trovi Ethan?”

Ethan J. Quinn si volta di scatto, per vedere She Hulk a pochi metri da lui, ed il suo tono cambia improvvisamente:

“Sì sì… e per quelle donazioni al centro di recupero per supereroi falliti pensaci tu! No, no, raddoppia le cifre! Tutte mi raccomando!! Bene, ciao allora!” e con uno scatto chiude il cellulare e lo fa sparire nel taschino della sua giacca di velluto nero, mentre sfodera a She-Hulk il suo sorriso migliore “Non crederai mai quanto tirchi possono essere dei dipendenti statali… cercano di fare la cresta su tutto!!”

“Ethan guarda che non hai bisogno di recitare la parte con me…”

“No, davvero, ti giuro, anche le segreta…!”

“Non esiste un centro di recupero per supereroi falliti, Ethan.”

“Ah… davvero?”

“Davvero.”

“Dovrebbe…”

“Già… comunque non è questo il punto. Ascolta.” e si avvicina a lui, che istintivamente si pone sulla difensiva “So come gira il mondo, e so che sono i soldi a farlo girare. E’ triste ma è così. So anche che uno dei motivi per cui è stato messo su questo gruppo sono i soldi, ed un notevole ritorno d’immagine nei confronti del governo degli Stati Uniti.”

“Lo sai…?” la sua mano scivola in tasca, e sfiora un grosso pulsante rosso su un telecomando.

“Lo so, ma non importa.”

“Ah no?” la sua mano si allontana dal pulsante rosso.

“No… perché tutto questo ci permette di fare del bene, e questo è quel che vogliamo fare. Là fuori c’è gente che ha bisogno di qualcosa in cui credere, e se il modo per riuscirci è attraverso lo spettacolo ben venga… l’importante è che sia il nostro messaggio ad arrivare.”

L’espressione sul viso di Ethan è più distesa, quasi da ‘scampato pericolo’.

“Quindi ti sarei grata se d’ora in poi fossi completamente sincero, almeno con me.” conclude She Hulk poggiandogli una manona sulla spalla.

“Eh… sì… come potrei non esserlo con una donna così… tanta?”

“Lo prenderò come un complimento. Ehy finalmente riacquisti un po’ di colore, prima eri diventato pallido come un lenzuolo! Ti ho spaventato?”

“Sai com’è… ho creduto che mi stessi accusando di un qualche tipo di cospirazione a danno dei Vendicatori e che pensavi che stessi attivando i protocolli di sicurezza della base!!”

“Protocolli di sicurezza?”

“Sì dai… hai presente tutte quelle robe che i paranoici amano, tipo una serie di esplosivi al plastico collegati alle fondamenta dello stabilimento!!”

“Ehehe…” ridacchia She-Hulk “…allora meno male che oggi hai beccato la Jennifer Walters ragionevole, e non quella paranoica del dopo X Files!”

“Eeeeggià… abbiamo risparmiato una base!!”

She-Hulk scoppia a ridere, seguita dalla stentata risata di Ethan, che ancora tocca con la mano il telecomando nella tasca per assicurarsi che il meccanismo di innesco delle testate non sia stato attivato per sbaglio.

 

Dall’altro lato della villa, nel giardino davanti la piscina, Silver Surfer è in piedi, in ascolto. E’ da tutta la giornata che va avanti, un ronzio fastidioso ai margini della mente, che cresce esponenzialmente sempre di più e che minaccia di corroderlo lì dove è più indifeso, nell’intimo della sua anima. Ma l’alieno Norrid Radd è divenuto Silver Surfer grazie al patto che ha stipulato con Galactus, una delle creature più potenti dell’universo, che rendendolo il proprio esploratore lo ha infuso di un potere tale da farlo divenire un’arma pericolosissima a livello cosmico. Certo, Galactus doveva assicurarsi che non potesse essere controllato da forze esterne, per questo lo aveva dotato di un meccanismo di sicurezza, automatico, che avrebbe dovuto attivarsi nel momento in cui qualcosa minacciasse di fargli perdere il controllo.

E’ questo il motivo per cui adesso i suoi sensi sono tutti in allerta, ed per questo che quando le vibrazioni negative che risuonano nell’aria superano il limite di sicurezza il meccanismo di controllo scatta.

Nello stesso momento Alicia è davanti la propria scrivania, a sistemare gli impegni della settimana successiva del gruppo di cui è divenuta non si sa come segretaria, quando squilla il telefono. Dandosi un tono professionale, afferra la cornetta e risponde:

“Sì?”

Dall’altro capo del telefono giunge una voce concitata, ad un volume troppo alto per poter essere sopportabile dall’udito sensibile della ragazza, ma lei non allontana la cornetta nemmeno di un millimetro. Anzi… i suoi occhi si fanno sempre più grandi, spaventati, mentre socchiude la bocca incapace di spiccicare parola. Alla fine la voce esce, agitata ed allarmata, e si limita a dire:

“Li avverto subito.” prima di posare la cornetta sull’apparecchio.

Alicia si alza, e seguendo il legame che la unisce a Silver Surfer lo raggiunge in giardino.

“Norrin senti è successa una cosa a New York e…” ma non finisce la frase che l’uomo le tappa la bocca con una mano, una presa forte e gentile allo stesso tempo, mentre con l’altra fa un cenno alla propria tavola da surf che docile vola verso di lui. Saltarvi su e direzionarla verso l’alto è un unico gesto, e l’attimo dopo entrambi si allontanano nel cielo.

L’ultimo pensiero di Alicia nel vedere scomparire la tenuta di Palos Verdes, è quanto quello che le hanno comunicato stare avvenendo a New York possa influire sui suoi residenti.

 

Intanto, nel bar, due uomini stanno seduti al bancone, scambiandosi confidenze davanti ai loro drink.

“E quindi… sai… al di là del fatto di essere un supereroe e uno scienziato di fama mondiale… mi piacerebbe… ecco… un po’ di normalità… hai presente: una casa, una moglie, dei bambini, un cane chiamato Fido… quelle cose lì…” sta confessando Giant Man sorseggiando il suo succo di pera “…e speravo di trovarlo con Janet, ma da quando lei è capo dei Vendicatori ci sentiamo raramente, e solo per questioni di lavoro…”

“Ehh… sì, le donne sono un bel problema…” ribatte Starfox poggiando il suo gin tonic sul bancone “…specie quando solo perché abbiamo passato una notte insieme e mi è capitato di buttare lì un paio di ‘Ti amo’ durante… sì bhe durante la notte… credono che devi portare loro madre sull’asteroide più lontano di Andromeda.”

“Portare… cosa?!”

“Sì… è la pratica di matrimonio ru’lliana. Il futuro sposo deve portare la suocera in questo asteroide e lasciarla lì… è una pratica che assicura la felicità eterna della coppia.”

“Capisco perché…” lo sguardo di Henry Pym rimane fisso sul bancone degli alcolici, poi voltandosi di nuovo su Starfox aggiunge “…ma tornando alle relazioni serie, forse non sei la persona più adatta a parlarne…”

“E perché mai?”

“Bhe… non credo ti interessi qualcosa di più di… ecco buttare lì un paio di ‘Ti amo’ durante la notte.”

“Scherzi?! Ho avuto anche storie lunghe io! Figurati che una volta sono stato assieme ad una Grdn’ina per tre dei vostri mesi!”

“E sei riuscito ad avere rapporti solo con lei per tutto questo tempo?”

“Certo che no! Dovevo…?”

“Ehehe… certo Eros che tu sei il più grande amante del genere femminile che abbia mai conosciuto!”

“Ma io non amo il genere femminile…” risponde circondando le spalle di Henry con un braccio, mentre gli sorride senza distogliere lo sguardo da lui “…io amo l’Amore.”

“Eh…” dice Herny buttando giù l’ultimo sorso del suo drink, che poggia subito dopo sul bancone. Rimane così per qualche istante, quindi i suoi occhi si spalancano improvvisamente, e lentamente si volta verso Starfox che continua a guardarlo sorridendo “Eros che cosa hai intenzione di di…?”

“Polaris!!” improvvisamente Henry Pym perde l’attenzione del Vendicatore, adesso interamente rivolta alla mutante che è appena entrata nel bar “Vieni qui, facci compagnia!”

“Nnnf…” fa lei guardandoli sdegnati “Non voglio disturbare le vostre chiacchiere da uomini vissuti… potrei farvi perdere il conto di quante donne fingete di aver ‘castigato’.”

“Dura come sempre, chiappette d’oro,” ribatte Starfox alzandosi ed avvicinandosi a lei “ma l’unico effetto che questo ha su di me è… sai… eccitarmi.” e la sua mano afferra la mascella della ragazza, accarezzandola in una maniera non proprio gentile.

“Lasciami!” esclama lei schiaffeggiandolo violentemente. Herny Pym rimane attonito a vedere il viso di Starfox ruotare di 180 gradi, ed alzandosi anche lui tenta di calmare i due:

“Ragazzi… forse non dovreste…”

“No no… lasciala fare Henry…” sussurra Starfox riportando lo sguardo su di lei mentre con una mano si massaggia la guancia “…forse non l’hai mai fatto, ma ti assicuro che un po’ di violenza non mi dispiace… durante.”

“Stai lontano da me, porco…” sibila Polaris rimanendo ferma fiera ed altera al suo posto.

“Puoi giurarci che non lo farò… hai smesso di sfuggirmi. Sarai mia… che tu lo voglia o no!” ed attiva i propri poteri di controllo dei centri del piacere su Polaris per costringerla a concederglisi.

“E credi che un comportamento da scaricatore di porto in calore possa farti raggiungere il tuo scopo? Sei così ridicolo da non sembrare quasi nemmeno offensivo!”

Starfox spalanca gli occhi per la sorpresa: non ha funzionato! Il suo potere non aveva mai fallito in questa maniera, non gli aveva mai fatto fare una figura simile. E per un uomo che non era mai stato deriso da una donna… l’effetto è sconvolgente.

“Brutta… TROIA!!!” e a supervelocità si lancia contro di lei, stringendole entrambe le mani attorno al collo mentre cadono a terra. La reazione di lei è istintiva quanto brutale. Improvvisamente tutti gli oggetti metallici della stanza si animano di vita propria, e partono contro Starfox a velocità altissima. Lui scansa un cavatappi, poi abbassa la testa prima che uno shaker vi si schianti sopra, ma quando tre cucchiai lo raggiungono da tre direzioni diverse non riesce a fermarli e viene brutalmente lanciato via da Polaris. Sedie e tavolini crollano sul pavimento sulla sua traiettoria, che si interrompe bruscamente solo quando va a sbattere contro il muro. Una goccia di sangue scende dalle sue labbra, e con la manica lui se la pulisce, mentre dice con un sorriso diabolico:

“Eccitante…”

Dall’altro lato Polaris si rialza tra un turbine di posateria ed oggetti metallici di vario tipo, i suoi occhi completamente accecati dall’energia verde che le crepita attorno.

“Mi vuoi? Prendimi.”

Starfox abbozza un sorriso, quindi improvvisamente si lancia in volo a tutta velocità contro di lei a pugni protesi. Un tornado di piccoli oggettini taglienti lo investe con forza, sferzando il suo corpo e tagliando il costume in più punti, ma a Starfox sembra non importare tutto concentrato com’è nel premio che sta per ottenere. Quando raggiunge Polaris apre di scatto le braccia e torna in posizione verticale, sfruttando l’inerzia del proprio volo per inchiodare la ragazza al muro e bloccandole ogni via di fuga laterale con mani e piedi.

“Presa!” esclama ad un centimetro dal suo viso, le narici ad assaporare l’odore forte e pungente della sua pelle “Qual è la mia ricompensa?”

“Che ne dici di un catetere nuovo nuovo?” e il suo ginocchio affonda violentemente all’interno delle cosce di lui.

“Aaahh…” geme Starfox cominciando a scivolare per terra, mentre Polaris lo osserva dall’alto, una luce di vittoria nel suo sguardo.

“Non sembri più il macho che dicevi di essere, eh?”

“E tu… non sembri più… così frigida!” ed alzando un pugno la colpisce al viso, facendola crollare a terra accanto a lui. Immediatamente le è sopra.

“Sarai mia…”

“Nelle tue esperienze post mortem…”

“ADESSO…. BASTA!!!! ” improvvisamente entrambi si sentono separati da una forza gigantesca, che li scaraventa uno da un lato e l’altra dall’altro della stanza.

“SIETE COMPAGNI!!! SIETE IN UNO DEI GRUPPI più IMPORTANTI D’AMERICA!!! NON POTETE COMPORTARVI COME DUE RAGAZZINI IN PREDA ALLO SVILUPPO ORMONALE!!! COSA PENSERA’ LA GENTE?!?!?!”

Giant Man, quadruplicate le sue dimensioni ed inginocchiato per non distruggere il tetto, respira pesantemente trattenendo a stento la furia mentre sgrida entrambi i suoi sottoposti.

Starfox lo guarda, con la stessa aria di un bambino viziato a cui è stato appena strappato il giocattolo.

Polaris si volta verso di lui, energia verde ancora a riempirle le pupille.

 

Un secondo dopo un immenso boato accompagna il gigantesco corpo di Giant Man che sfonda la vetrata del bar e viene scaraventato nel giardino.

 

“Oww…” si lamenta Henry Pym rialzando la testa dolorante “Datemi un’aspirina…” ma appena scorge Starfox e Polaris che, in volo, hanno superato la breccia aperta dal suo corpo e si stanno scagliando su di lui, riacquista, almeno parzialmente, il controllo di sé. Una sua mano si para davanti a Starfox, interrompendone bruscamente il volo, mentre Polaris, rimanendo a distanza di sicurezza, spalanca le braccia e l’istante dopo l’intera inferriata attorno alla villa si scardina dal muro e vola ad imprigionarlo.

“Nnng… AH!!” esclama riuscendo con uno scatto delle braccia a liberarsi, ma questo lascia aperta la via a Starfox, il quale raggiunge il suo collo e comincia a premere con forza nei punti in cui dovrebbe bloccare le vie respiratorie.

“L’ho sempre detto io…” dice una voce al di là del campo ottico dei presenti “…che se un capo non si fa rispettare dai suoi sottoposti…” e qualcosa afferra per la collottola Starfox, che immediatamente dopo viene scaraventato contro Polaris “…prima o poi la cosa gli esploderà fra le mani!” e She-Hulk svetta sul corpo disteso di Giant Man, decisa e sicura nella sua tuta da battaglia viola mentre gli porge una mano per rialzarsi “Allora… vieni su?”

“VAI… VIA!!! ” e con una manata Giant Man la scaraventa lontano da sé, mentre si rialza e comincia ad inveirle contro “BRAVA… BEL LAVORO… UMILIARMI DAVANTI AGLI ALTRI PER SCREDITARE IL MIO RUOLO DI LEADER E RUBARMELO!!! MA NON SONO STUPIDO… IO!!! E NO!!! HO CAPITO IL TUO PIANO E TI IMPEDIRO’ DI PORTARLO A TERMINE!!!”

She-Hulk si rialza, terra che cade dai suoi vestiti, sporca ma non sconfitta.

“Credi di essere un capo coraggioso…? DIMOSTRALO!” e si lancia contro di lui a tutta velocità.

Intanto, anche Ethan è arrivato nel luogo del combattimento, e vedendo Polaris a terra che si sta rialzando corre a porgerle la mano.

“Qui bellezza, ti aiuto io.”

“Non ho bisogno dell’aiuto di nessuno!” e con uno schiaffo allontana la sua mano, quindi i suoi occhi saturi di energia verde cercano e trovano Starfox, e senza aspettare oltre vi si lancia contro.

Il giardino del Ranch di Palos Verdes si trasforma in un campo di battaglia, unico testimone del quale è un attonito Ethan J. Quinn.

“Che succede, amico?”

Ethan si volta verso l’interno del Ranch, D-Man sta avanzando tra le macerie, un’espressione perplessa sul suo volto.

“Non ne ho idea! Quello che so è che da un momento all’altro hanno cominciato a comportarsi come in Celebrity Death Match e che non c’è nemmeno una telecamera decente nei dintorni per riprendere tutto!!”

“Ah.” D-Man rimane un attimo a riflettere sulle sue parole, poi “Ma perché stanno combattendo?”

“Cosa sono… lo sceneggiatore di questa farsa?! Chi li capisce i supereroi!” e poi, voltandosi verso l’altro, aggiunge “Senza offesa…”

“Nessun problema…” D-Man rimane a fissarli un altro po’, quindi “Spostati, ci penso io.”

 

Nel giardino le frasi dei Vendicatori in lotta fra di loro sono confuse in mezzo al frastuono della battaglia.

“Schifosa arrivista verde!!”

“Depravato porco maschilista!!”

“Inutile bambolone di pastafrolla!!”

“Piccola puttanella frigida!!”

SCROOOOSHH!!!

Il forte getto d’acqua gelida li prende tutti assieme, annaffiandoli dalla testa ai piedi. A tenere il tubo, i muscoli potenziati contratti nello sforzo di non lasciarselo scappare, D-Man:

“Ragazzi… ragazzi… che state facendo?!” la sua espressione è a metà tra il deluso e il triste “Dovreste essere quelli che scazzottano con i criminali per una buona causa… degli eroi… e invece eccovi a litigare come dei bambini di cinque anni - certo dei bambini di cinque anni con superpoteri che potrebbero distruggere una città, ma mi sono spiegato no? -. Quando sono entrato in questo gruppo pensavo che avrei davvero combinato qualcosa di buono, che sarei stato con i migliori ed ero anche un po’ spaventato… ma ora a vedervi così… a vedervi così mi stanno crollando dei miti! Io ho sempre seguito le vostre gesta!! Non perdevo nemmeno una cerimonia di premiazione per qualche scoperta di Hank Pym, e la mia stanza era tappezzata con i poster che She-Hulk aveva fatto per quella campagna sulla lotta al doping… e poi lavorare accanto a Starfox… uno degli uomini più affascinanti della Terra eppure uno dei buoni… e Polaris, bella e potente e perfetta… e tornare ad essere un Vendicatore, un… un difensore dei deboli e un… sniff… un faro per la gente comune e io… io…” e crolla in un mare di lacrime davanti ai volti attoniti degli altri. Giant Man ha la bocca spalancata, non sa che dire. Starfox è lusingato dai complimenti di D-Man, ed allo stesso tempo si vergogna per il proprio comportamento. Polaris, si stringe le braccia al petto e guarda a terra. She-Hulk è commossa, una mano davanti la bocca e gli occhi lucidi. Ethan è sempre più sconcertato, e il suo stupore aumenta quando vede quest’ultima avvicinarsi a D-Man ed abbracciarlo, mentre sussurra:

“Su… su… stavamo solo… scherzando! Ecco sì… uno scherzo tra amici…”

Poco a poco, ognuno dei Vendicatori raggiunge D-Man e si unisce all’abbraccio, che si risolve con questo che si pulisce gli occhi sorridendo e dice:

“Lo sapevo che non facevate sul serio…”

Tutti ora stanno sorridendo, chi si dà colpetti sulle guance, chi dimostra il proprio affetto in virili pacche sulle spalle. E’ in quel momento che Fulmine Vivente li raggiunge.

“Ma che diavolo è successo da queste parti?! Sembra che sia tornato il Fenomeno!!”

“E’ tutto a posto, Miguel!” risponde D-Man sorridendo “Loro hanno voluto farmi uno scherzo facendo finta che stavano litigando ma non era vero e sono ancora tutti amici. Anzi…” e si volta verso gli altri, un’espressione ingenua sul suo volto “…che ne dite di festeggiare con un bel tuffo in piscina?! Dai togliamoci i costumi e andiamo!!”

Nessuno gli risponde, perché tutti sono occupati a guardare preoccupati in direzione di Fulmine Vivente.

“Ehy che è succ…” fa per dire D-Man girandosi nella stessa direzione degli altri, quando lo vede. Fulmine Vivente ha la fronte corrugata in un’espressione d’odio intenso, le pupille sostituite da violente scariche elettriche, mentre tutto attorno a lui l’aria si fa pregna di energia elettrostatica.

“Ho detto qualcosa di male?”

 

 

Cielo sopra il mondo.

 

“Tesoro?”

Silver Surfer continua a volare, ignorando completamente Alicia.

“Tesoro?”

Il suo volto non si sposta di un millimetro.

“Tesoro? La scarpa che mi è appena caduta è costata un patrimonio.”

Silver Surfer compie un elegante cerchio nell’aria, per afferrare con la mano con cui non sta reggendo Alicia la sua scarpa. Tutto questo senza mostrare il minimo segno di lucidità.

“Almeno mi sente…” dice Alicia, e quindi “Tesoro non so cosa ti sia preso ma, credimi, non è proprio questo il momento per dare di matto, lì sotto c’è un’emergenza e dovresti essere a dare una mano come tutti e… ascolta prima che mi portassi quassù avevo ricevuto una telefonata dal governo degli Stati Uniti… il governo capisci?… che diceva che a New York era successo qualcosa e in tutto il mondo la gente aveva cominciato ad impazzire e a prendersela l’uno con l’altro, e chiedevano l’intervento immediato dei WCA per gestire la situazione a Los Angeles. Ma credo che lì se la debbano cavare da soli… visto che non ho avuto modo di avvertirli perché uno dei loro membri più potenti e mio personale amante sta dimostrando la lucidità di un Teletubby. Allora… che facciamo… li vogliamo lasciare a loro stessi?”

Silver Surfer rimane ancora un istante a fissare il cielo davanti a sé, poi senza cambiare quell’espressione vuota compie una larga virata nell’aria e torna indietro.

“Ed anche questa è fatta…” dice Alicia ad alta voce “Speriamo solo di non arrivare troppo tardi.”

 

 

Ranch di Palos Verdes.

 

“VI DISTRUGGERO’ TUTTI!!!!!”

I WCA sono nel giardino della tenuta, quasi a cerchio attorno all’imponente essere energetico che è diventato Fulmine Vivente nella sua furia. Energia elettrostatica mulina nell’aria come tentacoli di una piovra feroce pronta ad attaccare in qualsiasi istante, e i cinque membri restanti del gruppo sono sulla difensiva, in attesa del momento in cui Fulmine Vivente darà un seguito alle minacce che sta vomitando loro addosso.

“Miguel…” tenta di dire Giant Man “…non so cosa ti sia preso, ma…”

“NON LO SAI?! CERTO CHE NON LO SAI!!! A CHI INTERESSANO QUI I PROBLEMI DEL POVERO PICCOLO MIGUEL QUANDO OGNUNO E’ OCCUPATO CON LE PROPRIE INUTILI STRONZATE!?!?!?”

“Ti sei sentito… trascurato?” fa She-Hulk con tono materno.

“TRASCURATO?! IO?! E CHI HA BISOGNO DI VOI?! ANZI… CHI HA BISOGNO DEGLI ALTRI?!! CE LA FACCIO BENISSIMO DA SOLO, IO!!! NON HO BISOGNO DI TUTTI VOI RAGAZZINI PETULANTI ATTORNO!!!”

“Ma allora non ci vuoi più bene?” chiede D-Man perplesso “Io pensavo che fossimo amici! Dai smettila di fare così, anzi, sai che ti dico, fatti una doccia e mettiti il tuo vestito migliore, stasera si esce!!”

“AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAGHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHH!!!!!!!!!!”

Fulmine Vivente esplode in una serie di scariche elettriche rivolte contro tutti i presenti, eccetto Ethan che è rimasto nascosto all’interno del complesso per tutto il tempo. She-Hulk incrocia le braccia davanti al viso per assorbire parte della scarica, mentre Giant Man afferra D-Man e lo ripara come può all’interno del proprio costume isolante. Starfox e Polaris si alzano in volo. Il primo comincia a scansare le raffiche, ma non riesce comunque a colpire Fulmine Vivente nella sua forma energetica, mentre i suoi poteri risultano inutili contro qualcuno accecato dalla rabbia com’è lui. I poteri della seconda invece sembrano più efficaci, sotto il suo controllo il corpo elettrico del ragazzo sembra inizialmente disgregarsi, ma la sensazione di vittoria svanisce subito quando lui si riforma attorno a Polaris.

“IO NON SONO FATTO DI ENERGIA, IO SONO ENERGIA!!! E NON SEI ABBASTANZA POTENTE DA CONTROLLARE OGNI PARTE DI ME!!!” ed aumentando il proprio voltaggio le fa esplodere un impulso elettromagnetico attorno. Polaris cade a terra, ed è solo per il proprio controllo sul magnetismo che non ne esce carbonizzata.

“Ti stai comportando molto male, Miguel!” Fulmine Vivente si volta, per vedere D-Man in piedi sul tetto del Ranch che gli punta il dito contro “Ci hai attaccati e continui a farci del male… e tutto questo senza alcun motivo!!!”

Gli occhi energetici di Fulmine Vivente si spalancano in due brillanti pozze gialle.

“UN MOTIVO?! VUOI UN MOTIVO?! CHE NE DICI ALLORA DI QUESTO… FIN DA QUANDO HO OTTENUTO QUESTI POTERI DEL CAZZO SONO DIVENTATO QUELLO CHE VEDI ADESSO… UN FOTTUTO ESSERE DI ENERGIA, E L’UNICO MODO CHE HANNO TROVATO PER FARMI TORNARE UN RAGAZZO E’ STATO FARMI INDOSSARE QUESTO COSTUME CONTENITIVO, SENZA IL QUALE TORNO AD ESSERE DI ENERGIA!! HAI IDEA DI COSA SIGNIFICHI QUESTO, RAZZA DI IDIOTA?!?! SIGNIFICA CHE NON POSSO MANGIARE, NON POSSO BERE, NON POSSO CAMBIARMI, NON POSSO LAVARMI, NON POSSO NEMMENO ANDARE IN BAGNO PORCAPUTTANA, E SOPRATTUTTO SIGNIFICA CHE NON POSSO SCOPARE!!!!!!!!!!!!!!”

Tutti i presenti si fermano di botto, esterrefatti per quella rivelazione, ma il loro stupore dura poco dal momento che Fulmine Vivente torna ad attaccarli con più furia e rabbia di prima. Giant Man, She Hulk e D-Man cominciano a scappare in attesa di elaborare una strategia per batterlo, mentre Starfox e Polaris, in procinto di andarli ad aiutare, vengono distratti da un fischio proveniente da dentro il Ranch. Voltandosi verso il bar, notano che Ethan si trova lì, rannicchiato dietro ad un tavolo, e che sta facendo di tutto per attirare la loro attenzione. Perplessi i due si guardano, quindi si avvicinano a lui.

“Bhe… che vuoi?” esordisce Polaris una volta raggiuntolo. Lui fa un cenno, come di abbassare la voce, e poi guardando oltre l’orlo del tavolo per essere certo che Fulmine Vivente sia a distanza di sicurezza dice:

“Credo di avere un piano per fermarlo, ma dovrete collaborare.”

Starfox e Polaris si voltano l’uno verso l’altra, disgustati nel profondo anche solo all’idea di lavorare assieme, quindi è il primo a parlare:

“Possiamo provarci, spara.”

 

Intanto di là la situazione non è tra le migliori. Giant-Man, She-Hulk e D-Man, tutti dai poteri fisici, continuano a girare attorno a Fulmine Vivente nel tentativo di evitare le sue scariche letali. Il primo che si fa venire un’idea è Giant Man, che scardina letteralmente il gazebo di plastica e lo getta addosso al ragazzo, a mo di barriera contenitiva. L’energia elettrica di cui è composto però trova degli spiragli e fluisce interamente fuori. Lì qualcosa vi passa fulmineamente attraverso, qualcosa di grosso e pesante.

“Da questa parte, ragazzo!!” esclama She-Hulk, e quindi strappa un altro albero dal terreno e glielo lancia contro. Con uno sguardo truce Fulmine Vivente si avvicina a lei, ma a metà un piccolo fruscio lo blocca, e quindi il caos. Improvvisamente infatti si sono attivati tutti gli annaffiatoi automatici del giardino, la cui acqua va in corto circuito con l’energia di cui è composto.

“Ah ah! Ecco come si poteva fermare!!” esclama euforico D-Man accanto al pannello di controllo. La defaillance di Fulmine Vivente però dura poco, dal momento che superata la sorpresa iniziale il suo corpo riacquista la consistenza che aveva precedentemente e scaglia una potente raffica contro D-Man, che si sposta all’ultimo secondo per non venirne colpito.

“BASTA!!!” grida Fulmine furioso “NON AVETE ANCORA CAPITO CHE NON POTETE FARMI NIENTE?!?!”

“Nemmeno io?”

Fulmine Vivente si volta, pronto ad affrontare il nuovo avversario, ma quando vede chi ha di fronte tutta la sua rabbia svanisce in un istante.

Davanti a lui, una donna bellissima dalle forme perfette, ma completamente composta di energia verde.

“Allora… non ti vengono idee migliori per passare il tempo con me che rimanere fermo a fissarmi a bocca spalancata?”

Fulmine Vivente annuisce debolmente, quindi si avvicina a lei. I due corpi energetici si uniscono nell’aria, e per un istante non c’è altro che luce, quindi tutto torna alla normalità, con la ragazza verde sparita ed il corpo di Miguel, umano ancora una volta, svenuto sul terreno.

Giant Man, She-Hulk e D-Man si avvicinano a lui, perplessi e diffidenti, mentre dal bar escono fuori Ethan, Starfox e Polaris.

“Sembra proprio che ce l’abbiamo fatta, eh?!” esclama Eros guardando soddisfatto Miguel che, nonostante sia svenuto, ha un sorriso disteso stampato sul volto.

“Ce l’avete fatta a fare cosa?” chiede She-Hulk.

“E’ stata un’idea di Ethan…” risponde Polaris indicandolo con lo sguardo. Questo nota la curiosità negli occhi degli altri, e comincia a spiegare:

“Il problema era che non poteva fare sesso, no?, e allora gliel’abbiamo fatto fare.”

“Ma come…” fa per domandare Giant Man.

“Se Miguel è un ragazzo fatto di energia, bisognava trovargli una ragazza fatta alla stessa maniera, e chi altri nel gruppo controlla l’energia?”

“Polaris…” risponde She-Hulk cominciando a realizzare quanto successo.

“E quindi lei ha costruito quella donna verde, in realtà una manifestazione esteriore di pura energia magnetica.”

“E come può avergli fatto l’effetto di aver fatto del sesso?” domanda perplesso Giant Man “Insomma non sappiamo come un essere composto di energia può concepire l’idea del sesso…”

“Ed è qui che è entrato in gioco Starfox, e il suo adorabile potere di manipolazione telepatica dei centri del piacere altrui.”

“Gli avete… fatto credere di stare facendo del sesso con quella ragazza verde?!” esclama She-Hulk.

“Sì… e ti assicuro che se l’è goduta da matti!” risponde con un sorrisone Starfox.

D-Man si volta verso il ragazzo, che adesso sonnecchia con aria beata, quindi esclama:

“Direi di sì, vista la velocità con cui tutto è finito!”

In quel momento sopra di loro vola qualcosa, quindi Silver Surfer ed Alicia Masters atterrano a pochi metri da dove tutti sono riuniti.

“Compagni, mi vergogno terribilmente delle mie azioni odierne, ma non ero in me quando ho abbandonato questo luogo di pace e fratellanza.”

Tutti si voltano verso i due, espressioni non molto felici sui loro volti.

“Quello che vuole dire è che c’è qualcosa nell’aria che ci sta facendo comportare tutti in maniera un po’ esagerata rispetto a come siamo di solito…” spiega Alicia.

“Ah… ecco perché sono bastate poche scintille a farci esplodere…” commenta She-Hulk.

“Sì…” conferma Alicia “…prima che… ehm… che Norrin mi portasse via mi era arrivato un comunicato dal governo che sosteneva che la gente aveva cominciato a dare di matto in tutto il mondo, e che i WCA dovevano aiutare a controllare la situazione.”

“Si spiegano molte cose…” dice Giant Man, e si volta a guardare Fulmine Vivente.

“Già… qui più o meno tutti abbiamo cominciato a comportarci in maniera strana.” afferma D-Man.

“No… non tutti…” dice Starfox, e si volta verso Ethan, imitato da tutti gli altri.

“Ehy che avete da guardare?! Non basta mica una crisi mondiale a modificare la meravigliosa personalità di Ethan J. Quinn!!”

“Sì… certo…” commenta Polaris, e il discorso si chiude lì.

“Crisi mondiale…” mormora intanto Giant Man, e poi, come se si fosse ricordato improvvisamente di qualcosa di importante che doveva fare “Cavolo! Non abbiamo tempo da perdere!! Al Quinjet!!” e, voltandosi verso l’hangar del veicolo mentre tutti gli altri lo seguono, aggiunge:

“Vendicatori della Costa Ovest… uniti!”

 

 

FINE

 

 

Note: ed ecco che, ad un anno esatto dall’inizio del crossover Inferno2, giunge una storia celebrativa ambientata PROPRIO IN QUEL MOMENTO. Una bella operazione nostalgica… eh? E zitti quei tipi là in fondo che sostengono che questo numero ha ritardato ad uscire… era tutta una mossa programmata per farne una storia celebrativa e… LO ERA E BASTA, VA BENE?!?!

Per il resto non c’è molto da sapere. Qualcuno ha aperto i cancelli dell’Inferno un’altra volta, e questo non solo ha riversato una caterva di demoni sulla Terra, ma ha anche influenzato negativamente ogni abitante di questo piccolo e dolce pianeta. In questo numero, le reazioni dei WCA. Per le altre storie di Inferno2 vi rimando alla sezione MarvelIT del sito, ma vi avverto: nessun’altra è… mmm… divertente… uhm… dissacrante… ahm… destabilizzante… ohm… insomma: nessun’altra è come questa!

 

Fra sei mesi: il ritorno della Technet e del più inutile villain mai apparso sulle storie Marvel!